Alla scoperta di Montegridolfo

montegridolfo

Se in un giorno d’estate a Riccione, affiora in voi il desiderio di vivere una giornata diversa da quella solita “spiaggia, tintarella, bagno”, obbedite al richiamo.

Se poi vi sentire curiosi di sapere cosa offrono quelle dolci colline che a volte avete intravisto dall’ultimo piano dell’Hotel, è arrivato per voi il giorno di una escursione a Montegridolfo.

È il borgo malatestiano più distante dalla Riviera, al confine con le Marche; è annoverato fra i borghi più belli d’Italia. È posto sul crinale che divide la valle del Conca, sul versante romagnolo, dalla valle del Foglia, sul versante marchigiano.

Per raggiungerlo dovrete percorrere tutta la Valle del Conca, e sarà uno spettacolo piacevole ai vostri occhi. Verdi colline, campi coltivati, borghi che si stagliano all’orizzonte promettendo preziosi tesori d’arte di storia conservati al loro interno.

Montegridolfo, diciamolo pure, è un gioiello. Negli ultimi decenni del secolo scorso è stato sottoposto ad un restauro accurato ed integrale, che lo ha trasformato in un luogo accogliente, dove è bello andare, passeggiare, curiosare, ammirare il paesaggio che lo circonda.

Per entrare nel paese dovete passare dalla porta di ingresso, molto bella, risalente al XVI secolo e sormontata da una torre. Montegridolfo non nasce come residenza signorile e il suo castello non era innanzitutto un distaccamento militare.

Era piuttosto un borgo murato, abitato da agricoltori e artigiani facoltosi. Fra queste mure visse per diciassette anni con la madre Giovanni Ganganelli, che diventerà papa con il nome di Clemente XIV e passerà alla storia per aver soppresso l’ordine dei gesuiti.

Si ritiene che il borgo sia sorto intorno all’anno Mille, certo è che nel 1148 apparteneva all’abbazia dei Santi Pietro e Paolo di Rimini. Alla fine del XIII passò alla Signoria dei Malatesta e ne condivise le sorti, comprese – visto che si trova in terra di confine – le scaramucce con i nemici Montefeltro di Urbino.

Montegridolfo, cosa fare e vedere?

Cosa fare a Montegridolfo? La prima attività l’abbiamo già descritta introducendovi nel paese: passeggiare, guardare, ammirare, godere dei fantastici squarci che il panorama offre su tutta la valle fino alla Riviera. Il borgo è piccolo e vi consente una visita approfondita.

Il vostro girovagare vi porterà sicuramente davanti a Palazzo Viviani, che è l’unica residenza signorile del borgo, oggi trasformato in un accogliente e prestigioso albergo.

cagnacci montegridolfoNon va trascurata una visita all’oratorio di san Rocco, anticamente denominato chiesa di S. Maria o dell’ospedale, per il lazzaretto che vi sorgeva accanto.

L’oratorio si trova appena fuori dalle mura e custodisce tre testimonianze artistiche eseguite in secoli diversi sulla stessa porzione di muro, creando così tre raffigurazioni sovrapposte.

Le opere di restauro e distacco hanno però separato le pitture e restituito così preziosi documenti pittorici: la Madonna col Bambino in trono con i santi Rocco e Sebastiano, di anonimo marchigiano (1427?); la Madonna col Bambino in trono con i santi Rocco e Sebastiano, di Girolamo Marchesi (1520-1525); ed infine la Madonna col Bambino e i santi di Guido Cagnacci (1623).

linea gotica montegridolfoNel corso della seconda guerra mondiale, il territorio di Montegridolfo si trovò compreso in quella che fu chiamata la Linea Gotica, ovvero la linea difensiva che fu costruita dai militari tedeschi nel 1944 per impedire che gli Alleati raggiungessero la Pianura Padana.

A quei giorni, Montegridolfo ha dedicato un Museo dove sono esposti reperti bellici, i vari equipaggiamenti personali dei soldati, numerosi giornali e materiali cartacei che permettono al visitatore di accostarsi non solo alle vicende militari ma anche al tema della propaganda politica. Sono visibili anche filmati risalenti alla Seconda Guerra Mondiale che riguardano i luoghi vicini.

olio montegridolfoNon potete lasciare Montegridolfo senza aver comprato il prodotto tipico di cui va giustamente molto fiero: l’olio extravergine di oliva di qualità. Ve ne sarete accorti ammirando le colline intorno: le piante di olivo sono dominanti.

C’è una cultura tradizionale dell’olivo di cui alcuni pregiati produttori locali sono gelosi custodi. Ogni anno a dicembre vi si tiene anche la festa dell’olio novello in tavola. Potete trovare anche bravi produttori di miele.

Se poi volete concludere la vostra escursione a tavola, non avrete che l’imbarazzo della scelta, sia all’interno del borgo, che nelle vicinanze.

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